La violazione del copyright, ovvero il diritto d’autore, avviene quando vengono danneggiati i diritti dell’autore dell’opera protetta.

In molti non sanno che qualsiasi contenuto originale pubblicato sul web – e non solo – è protetto automaticamente dal diritto d’autore. Ecco perché non si possono utilizzare immagini, video o altri contenuti altrui senza il consenso del titolare.

​Quando avviene una violazione del copyright?

Vi è quando vengono danneggiati i diritti dell’autore dell’opera attraverso:

  • il plagio: avviene quando un’opera viene riprodotta in modo totale o parziale e la sua paternità viene indebitamente attribuita ad altri e non all’autore.
  • la riproduzione dell’opera a fini commerciali: questo tipo di violazione ha luogo nel momento in cui un’opera musicale, cinematografica, letteraria, artistica, ecc. viene illegalmente riprodotta e venduta senza l’autorizzazione dell’autore.
  • la modifica senza autorizzazione: solo l’autore ha il diritto di modificare la propria opera. Qualsiasi altra modifica operata senza il suo consenso da altri è illegale.

Anche condividere su una pagina Facebook un video ripreso da un programma TV è considerato una violazione del copryright; lo stesso vale per le pagine web o i blog che utilizzano delle immagini scattate da fotografi professionisti – o elaborate da graphic designer – senza pagarne i diritti all’autore.

Nel caso dei siti di informazione si ha violazione di copyright anche quando si copiano notizie da altre pagine web, senza una rielaborazione che renda il contenuto originale.

Riassumendo la violazione del copyright scatta ogni qual volta che si utilizza un contenuto originale creato da altri senza pagarne il diritto d’autore.

A tal proposito è bene precisare che per essere “originale” e protetto dal copyright non è necessario che il contenuto riporti la dicitura “Riproduzione riservata” (con il simbolo ©), poiché il diritto d’autore è una tutela automatica che scatta fin dal momento della creazione dell’opera d’ingegno.

Le conseguenze della violazione del copyright

Oggi le sanzioni per chi viola il diritto d’autore sono molto pesanti e comprendono sia multe (che possono arrivare a oltre 15.000 euro) sia la detenzione (da 3 a 6 mesi) ed è bene ricordare che i reati contro il copyright sono perseguibili d’ufficio, per cui per mettere in moto la macchina giudiziaria basta solo la denuncia alle autorità competenti.

Come evitare violazioni del copyright?

Il primo consiglio è sicuramente quello di depositare la propria opera presso la SIAE con l’aiuto di un professionista esperto del settore.

Poi eseguire dei controlli sistematici (esistono dei software appositi), che individuano siti internet che hanno riprodotto illegalmente opere protette.

E’ importante affidarsi sempre ad un esperto in materia poiché, solo grazie ad un’esperto in Copyright, si piò mettere al sicuro la propria opera dai plagi e avere una tutela al 100% dei diritti d’autore.

Alcune forme di autotutela

Tali procedure, chiamate in termini tecnici “Notice and take down”, chiaramente, non si sostituiscono alle misure di tutela amministrativa, civile e penale previste dalla legge, bensì rappresentano forme di “autotutela” dei gestori privati che possono assumere una importante funzione di filtro rispetto alle soluzioni di ordine amministrativo e giurisdizionale.

Oggi, grazie anche all’articolo 17 della direttiva europea del 2019 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, anche in Italia è possibile attuare una forma di autotutela privata.

La maggior parte dei social network, infatti, ha attivo un sistema di tutela interno volto a rendere possibile il reclamo diretto in presenza di forme di violazioni del diritto d’autore.

Contestare una violazione su Facebook

Per esempio, nel social network Facebook è integrata la possibilità di contestazione della violazione del copyright, che ha luogo attraverso la compilazione di un modulo on line articolato per schermate successive.

Deve opportunamente apparire chiaro che tale procedura interna riguarda contestazioni relative alla prima pubblicazione in Facebook di contenuti (quindi, per esempio, all’inserimento di testi ex novo o all’upload di fotografie), e non alla “condivisione” di contenuti all’interno del medesimo social network, cioè all’ipotesi in cui un utente integri nel proprio profilo, attraverso l’apposita funzione, un contenuto individuato presso il profilo di un altro utente.

Quest’ultima operazione, come abbiamo già avuto modo di osservare, è in se stessa pienamente legittima a prescindere dalla fonte dei materiali condivisi, in quanto è integrata nella piattaforma e connessa alle preferenze di condivisione dell’utente che per primo li ha caricati.

Dunque, all’interno di Facebook (come nella generalità dei social network) ogni eventuale responsabilità per violazione di diritto d’autore può essere individuata solo in capo a chi, per primo ha immesso un contenuto. L’istanza può essere inviata solo dal legittimo titolare dei diritti (quindi non può essere inoltrata se si ravvisa la violazione del copyright di terze persone) e non è anonima, per cui colui che ha pubblicato il contenuto contestato viene a conoscenza dell’identità del soggetto che si qualifica come legittimo titolare del copyright.

La modulistica di attivazione della procedura prevede l’inserimento di dati e informazioni volti a dimostrare la sussistenza del diritto (in particolare, nel caso in cui l’opera fosse già stata pubblicata in Rete da parte del legittimo titolare, il link alla pagina web presso la quale essa si trova). La procedura non è automatizzata, in quanto prevede un vaglio “manuale” da parte dello staff di Facebook, che può richiedere eventualmente informazioni aggiuntive a chi ha inviato la segnalazione. Nel caso in cui tale istruttoria confermi la violazione di copyright, ha luogo la rimozione del contenuto contestato da parte del gestore del social network, congiuntamente all’invio di una notifica all’utente che lo aveva pubblicato nel social.

L’iter non prevede una contro-procedura di appello nell’ipotesi in cui l’utente destinatario della contestazione ritenga che quest’ultima sia infondata (essa sussiste solo negli Stati Uniti, dove è stata resa obbligatoria per legge); le istruzioni fornite da Facebook prevedono che in tal caso si debba procedere a “rispondere direttamente alla persona in questione per tentare di risolvere il problema”, rimettendo dunque la soluzione della controversia al rapporto diretto tra utenti, che, laddove non andasse a buon fine in forma conciliatoria, troverebbe approdo presso l’autorità giudiziaria. Gli altri social network seguono di regola procedure analoghe; per esempio,

Contestare una violazione su altri social network

Twitter contiene una simile modulistica per la segnalazione di violazione di copyright, a seguito della quale può avere luogo la cancellazione dei contenuti e, nel contempo, la notifica all’interessato, con l’invito a prendere contatti diretti con il detentore dei diritti per comporre in modo conciliatorio la questione.

Differente e, sotto vari aspetti, di maggiore interesse, è la regolamentazione interna adoperata nella piattaforma Youtube in relazione alle violazioni di copyright. In questo caso, infatti, si ha un iter totalmente automatizzato sulla base di un algoritmo, attraverso cui è vagliato il materiale del quale è effettuato l’upload per riscontrare eventuali violazioni di copyright.

Tale sistema, denominato “Content-id”, raffronta automaticamente ogni video caricato dagli utenti con il contenuto di una banca-dati di materiali protetti da copyright, al fine di verificare la sussistenza di gradi di sovrapposizione tali da configurare violazioni del diritto d’autore. L’adesione al sistema “Content-id” ha luogo su istanza: ciò significa che sono i titolari dei diritti a richiedere che le loro opere audio-video (già pubblicate su youtube o presenti in altre sedi sul web) siano inserite nella banca-dati sulla base della quale si attivano le verifiche automatiche. L’istanza di adesione è inviata attraverso un modulo standard.

Il titolare dei diritti, nel momento in cui chiede l’adesione al sistema, può optare fra due conseguenze da applicare (automaticamente) nel caso in cui si rilevino violazioni:

  • la prima è la rimozione del video che riproduce l’opera protetta;
  • la seconda opzione consiste invece nella scelta di “monetizzare” la violazione di copyright: in tale caso il video contestato permane nella piattaforma, ma viene inserito in apertura uno spazio pubblicitario, i cui proventi sono accreditati al titolare dei diritti. Quest’ultima formula, molto particolare, consente in qualche modo di compensare l’irregolarità del caricamento di un contenuto protetto da copyright e di soddisfare l’interesse dell’autore alla tutela del proprio diritto (in forma economica) mantenendo i materiali fruibili agli utenti.

Nell’ipotesi in cui invece l’autore richieda la rimozione del video (o dell’audio), nel momento in cui ciò avviene, colui che ha effettuato l’upload in violazione del copyright può presentare un reclamo attraverso una procedura interna strutturata, che si avvia mediante la compilazione di un modulo on line. Destinatario della contestazione non è il gestore della piattaforma, ma, direttamente, il titolare dei diritti, il quale deve decidere entro trenta giorni se accogliere o rigettare tale appello.

Se il detentore del copyright respinge l’appello e conferma la volontà di cancellare il video, l’utente che lo ha caricato può presentare una contro notifica, sempre attraverso la modulistica di youtube, che rappresenta in verità il primo passaggio del trasferimento della controversia in sede giurisdizionale, in quanto il permanere dell’impasse e l’assenza di una soluzione condivisa può trovare una ricomposizione solo attraverso una causa presso il giudice ordinario, riconducendo quindi l’intera questione alle norme previste dalla legge.