Il brevetto industriale, nel linguaggio tecnico, è un’invenzione definita come una soluzione nuova ed innovativa in risposta ad un problema tecnico.

L’invenzione può fare riferimento alla creazione di un congegno, prodotto, metodo o procedimento completamente nuovo o può semplicemente rappresentare un miglioramento di un dato prodotto o procedimento già esistente. La mera scoperta di qualcosa che già esiste in natura non può essere qualificata come un’invenzione. Pertanto possono essere oggetto di brevetto le invenzioni nuove, che implicano un’attività inventiva e che sono atte ad avere un’applicazione industriale.

​Il brevetto industriale dal punto di vista dell’imprenditore

Per l’imprenditore non è importante solo realizzare un’innovazione, o essere il primo a realizzarla; è altrettanto importante essere l’unico. Infatti, l’imprenditore che innova consegue un vantaggio concorrenziale, ma lo perde non appena i concorrenti abbiano a loro volta adottato la stessa innovazione.

L’innovazione di uno apre le porte all’inseguimento degli altri, che possono puntare a copiare l’innovazione altrui, o a realizzare in proprio un’innovazione ancore più avanzata. E’ quindi essenziale per l’imprenditore che innova, cercare di conservare l’esclusiva.

​Prima di procedere alla brevettazione: ricerca di esclusiva

La ricerca dell’esclusiva può contare, anzitutto, su una possibilità di fatto. L’imprenditore può cercare di tenere nascosta ai concorrenti la struttura della sua innovazione, in modo tale da impedire che essi possano copiarla. questo è lo strumento del segreto aziendale.

Il segreto, però, non è in grado di copiare qualunque innovazione, e non sempre raggiunge l’effetto voluto. Con il segreto aziendale, infatti, non si riesce a proteggere alcune innovazioni, e, in particolare, quelle che attengono alla struttura di un prodotto nuovo: la messa in commercio del primo esemplare del nuovo prodotto, in generale, consente alla concorrenza lo smontaggio e la copiatura dello stesso.

​A cosa serve un brevetto industriale?

Alla base dell’istituto dei brevetti, vi è dunque la voglia di scongiurare l’ipotesi che la protezione dell’innovazione sia affidata solo al regime insicuro del segreto aziendale,

I brevetti per innovazione rappresentano l’istituto giuridico attraverso il quale l’ordinamento assicura all’inventore il diritto di utilizzazione esclusiva dell’invenzione per un certo periodo. Esso garantisce l’inventore contro il rischio di distruzione del segreto, perché l’esclusiva durerà per il tempo fissato dalla norma, indipendentemente dal fatto che altri siano in grado di realizzare la stessa invenzione.

​Cosa si può brevettare?

La disciplina dei brevetti per innovazione si presenta formalmente come un sistema di applicazione generale, che offre protezione indifferenziata alle invenzioni di qualunque settore della tecnica.

In particolare, è considerata un’ invenzione industriale un qualsiasi oggetto, assieme, sistema o procedimento che, oltre ad essere nuovo rispetto allo stato dell’arte, sia anche provvisto di attività inventiva, ossia si differenzi da quanto già noto nello stesso settore di applicazione in maniera non ovvia.

Un terzo requisito per la brevettazione è rappresentato dall’applicabilità industriale, ossia dalla possibilità per l’oggetto della domanda di brevetto per invenzione di poter essere replicato a livello industriale.

​Cosa non può essere brevettato?

Abbiamo visto che è possibile brevettare le invenzioni se rispettano determinati requisiti di brevettabilità. Tuttavia, alcune tipologie di innovazioni non sono brevettabili in quanto il Codice della Proprietà Industriale dice espressamente che non sono invenzioni. Ecco quali sono, con le relative eccezioni:

  • Le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici
  • I piani, i principi e i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale
  • I programmi per elaboratore
  • Le presentazioni di informazioni
  • I metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale, così come i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale (fatta eccezione per prodotti, sostanze o miscele per la messa in pratica dei suddetti metodi)
  • Le razze animali e i procedimenti biologici per il loro ottenimento (tranne i procedimenti microbiologici e i prodotti ottenuti attraverso questi procedimenti)
  • Tutte le invenzioni contrarie all’ordine pubblico e al buon costume.

​Registrare un brevetto industriale: come si fa?

Per chi fosse interessato a come registrare un brevetto industriale il consiglio è di rivolgersi a professionisti del settore o all’Ufficio italiano brevetti e marchi. La domanda è subordinata ad un controllo preliminare. Il suo scopo è quello di valutare l’effettiva novità dell’invenzione, requisito imprescindibile per il significato di cosa sono i brevetti.

Dopo essersi sincerati su cosa sono le procedure e quali sono i documenti richiesti, è possibile inoltrare la richiesta. Il deposito della domanda per brevetti può essere effettuato nelle seguenti modalità:

  • on line sul sito preposto al deposito;
  • presso una Camera di Commercio;
  • per posta a/r all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, via Molise, 19 – 00187 Roma.

​Come si tutela un brevetto industriale?

Una volta eseguita la registrazione del brevetto su prodotti nuovi o, comunque, migliori dei precedenti che riscuotono successo, è probabile che i concorrenti prima o poi cercheranno di fabbricare prodotti con caratteristiche tecniche simili o uguali a quelle del prodotto originale. In alcuni casi i concorrenti possono beneficiare di economie di scala, più rapido accesso al mercato o a materie prime più economiche e, conseguentemente, possono fabbricare un prodotto identico o simile a un prezzo inferiore.

Quando si presume che qualcuno stia violando un proprio brevetto industriale, cioè lo stia utilizzando senza autorizzazione, è necessario preliminarmente individuare i soggetti che pongono in essere la violazione, nonché il prodotto (o il processo) in causa. Occorre quindi raccogliere tutte le informazioni disponibili al fine di individuare l’azione più appropriata da intraprendere, dalla lettera di diffida al procedimento giudiziario.

​Lettera di diffida

In alcuni casi, quando viene individuata la violazione, le aziende decidono di inviare una comunicazione (chiamata comunemente “lettera di diffida”), con la quale si informa colui che si ipotizza abbia violato il brevetto, sulla possibilità di un conflitto tra i propri diritti e l’attività commerciale dell’altra azienda. Questa procedura spesso è efficace in caso di violazione non intenzionale: è probabile che colui che se ne è reso responsabile in molti casi interromperà tale attività illegittima oppure si accorderà per negoziare un contratto di licenza.

Il procedimento giudiziario per proteggere un brevetto industriale

Tuttavia, la questione se un brevetto è stato violato o meno può essere molto complessa e la lettera di diffida può non essere sufficiente.

La conseguenza, molte volte, è che ogni decisione definitiva può avvenire solo dopo la fase processuale di merito, nel corso della quale il giudice convoca testimoni, interroga le parti, dispone consulenze tecniche d’ufficio e acquisisce tutta la documentazione utile alla decisione. Nel caso che, al termine del procedimento, il giudice attesti la violazione, il titolare del brevetto può ottenere una sentenza di divieto a fabbricare o commercializzare quanto derivi dalla violazione del diritto; oppure che gli oggetti  prodotti o i mezzi di produzione utilizzati gli siano assegnati in proprietà; o ancora, che gli sia assicurato un congruo risarcimento per i danni patiti (mancato guadagno, danni morali, ecc.).